La seconda volta che ho ascoltato il deserto

La prima volta è stato solo un racconto.
Una storia semplice, quasi troppo.
Chiudevo le pagine e non restava nulla, se non una vaga sensazione di allegoria forzata.
Non avevo capito.

Ho letto L’Alchimista di Paulo Coelho due volte.
La seconda non era lo stesso libro.
Forse non ero la stessa io.

La prima lettura mi sembrava lineare, quasi ingenua.
Un pastore, un sogno, un viaggio.
Tutto troppo dichiarato, troppo simbolico.

La seconda volta, invece, è stato un attraversamento.

Il deserto non era più un luogo.
Era uno spazio interiore.
Le pause, i silenzi, le attese hanno iniziato a parlare.

C’è qualcosa, in questa storia, che funziona solo quando smetti di voler capire e inizi ad ascoltare.
Non è un libro da analizzare.
È un libro da lasciar sedimentare.

Ho sentito l’eco delle fiabe orientali, un’atmosfera da Mille e una notte, ma senza l’eccesso.
Una semplicità che non è superficialità, ma essenzialità.

E poi la crescita personale, sì.
Ma non come manuale.
Come esperienza.

Il punto non è “segui i tuoi sogni”.
È riconoscere quali sogni sono davvero tuoi.

La prima volta cercavo una lezione.
La seconda volta ho trovato un viaggio.

Forse alcuni libri non si capiscono quando li leggiamo.
Aspettano che diventiamo la persona capace di leggerli.

L’Ultima Pagina

Il libro citato è L’Alchimista – Paulo Coelho.
È disponibile qui: https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__l-alchimista.php

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