Ci sono legami che non iniziano quando iniziano.
Hanno un suono già conosciuto.
Una calma che non somiglia all’entusiasmo.
Più che un incontro, sembrano un riconoscimento.
Ho letto Molte vite, un solo amore di Brian Weiss in un momento in cui l’amore era ancora qualcosa da cercare, da capire, forse da meritare.
Non mi ha colpito per le vite passate.
Non è stato quello a restare.
È rimasta l’idea che l’amore vero non sia urgenza.
Non sia conquista.
Non sia bisogno.
È una sensazione di casa.
Per molto tempo ho pensato che l’intensità fosse la prova.
Che l’attrazione fosse il segnale.
Che il batticuore fosse il criterio.
Poi, lentamente, qualcosa si è spostato.
L’amore riconosciuto non fa rumore.
Non crea instabilità.
Non costringe a dimostrare.
Ti lascia essere.
C’è un passaggio – più intuito che compreso – in cui ho capito che il vero amore non amplifica le paure: le scioglie.
Non ti mette alla prova: ti mette a tuo agio.
Non ti chiede di cambiare: ti fa fiorire senza accorgertene.
Forse è questo che il libro ha fatto davvero.
Ha cambiato il parametro.
Dopo, non ho più cercato qualcuno che mi facesse sentire scelta.
Ho iniziato a riconoscere chi mi faceva sentire tranquilla.
E la tranquillità, quando è amore, non è mancanza di passione.
È certezza silenziosa.
Alcuni libri non ti spiegano cos’è l’amore.
Ti insegnano a non confonderlo più.
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L’ultima Pagina

Il libro citato è Molte vite, un solo amore – Brian Weiss.
È disponibile qui: https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__molte_vite_un_solo_amore_weiss.php

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