Un certo tipo di fame – Una lettura intima di “Mangia prega ama”

Ricordo da dove stavo leggendo questo libro.
Non il luogo preciso, ma la postura.
Ero stanca in un modo che non aveva a che fare con il corpo.

All’inizio l’ho preso con cautela.
Come si fa con i libri molto noti, quelli che sembrano arrivare già preceduti da un’idea, da un’aspettativa.
Non ero sicura di volerla ascoltare.

Ho letto Mangia prega ama di Elizabeth Gilbert senza pensare a un viaggio.
Pensavo a una storia ordinata, forse consolatoria.
Invece mi sono ritrovata dentro un movimento più lento, più scomodo.
Uno spostamento che non chiede entusiasmo, ma attenzione.

All’inizio c’è stata resistenza.
Non verso la storia, ma verso l’idea che il cambiamento potesse passare attraverso il corpo, il silenzio, la disciplina del piacere e della presenza.
Non era il tipo di trasformazione a cui ero abituata.

Poi è successo qualcosa di impercettibile.
Non una rivelazione.
Piuttosto un allentamento.

C’erano giorni in cui chiudevo il libro e mi restava addosso una sensazione difficile da nominare.
Una fame che non riguardava il cibo.
Né la spiritualità.
Né l’amore, almeno non come lo avevo sempre inteso.

Era una fame di presenza.
Di stare dove si è, senza dover decidere subito chi si deve diventare.

Pagina dopo pagina ho smesso di leggere cercando risposte.
Ho continuato a leggere per compagnia.
Come si fa quando qualcuno cammina accanto a te senza indicarti la direzione, ma senza lasciarti sola.

C’è stato un punto — difficile da isolare — in cui ho smesso di sentire il libro come il racconto di qualcun altro.
Non perché mi appartenesse tutto.
Non perché fossi d’accordo con ogni passaggio.
Ma perché avevo iniziato a usarlo come una mappa emotiva, non come un modello.

Non ho mai desiderato rifare quel viaggio.
Quello che mi ha toccata è stato il permesso implicito a cambiare forma più volte, senza dover spiegare ogni passaggio, senza dover arrivare da qualche parte in fretta.

Quando ho chiuso l’ultima pagina non mi sono sentita arrivata.
Mi sono sentita più onesta.
Con i miei tempi.
Con le mie contraddizioni.

Alcuni libri non ti dicono cosa fare.
Ti insegnano solo a non avere fretta di decidere.

Ed è un insegnamento che resta.

L’ultima Pagina

Il libro citato è Mangia prega ama – Elizabeth Gilbert.
È disponibile qui: https://www.amazon.it/Mangia-prega-ama-Elizabeth-Gilbert/dp/8817066427